Sulla strage di Capodanno avvenuta nel locale Le Constellation di Crans-Montana è emersa un’altra atroce verità.
Dopo l’ultimo faccia a faccia tra Jessica Moretti e la stampa in merito alla strage di Capodanno di Crans-Montana nel locale Le Constellation che aveva fatto molto discutere, ecco un altro episodio davvero vergognoso legato alla tragedia. Secondo un funzionario del Comune svizzero, i controlli antincendio nel bar non sarebbero stati una priorità.

Crans-Montana, l’interrogatorio sui controlli antincendio
La terribile vicenda avvenuta a Crans-Montana la notte di Capodanno nel locale Le Constellation, costata la vita a decine di persone si arricchisce, purtroppo, di nuovi dettagli destinati a far discutere. Secondo quanto si apprende, nella località svizzera i sopralluoghi nei locali seguivano un ritmo tutto loro, non erano di certo uno all’anno come stabilito dalla legge svizzera.
A farlo sapere, facendo riferimento a quelle che sarebbero state altre priorità del Comune, è stato, davanti agli inquirenti del Canton Vallese, Benjamin Charpiot, attuale vice-responsabile della sicurezza comunale.
I controlli e le priorità del Comune
A seguito dell’interrogatorio di Charpiot è emerso un quadro chiaro sui controlli anticendio in Svizzera. Secondo quanto si è appreso, in cima alla lista c’erano gli ospedali e le cliniche. Solo dopo le case dei privati e gli alberghi. Gli ultimi della lista erano i locali, i bar e i ristoranti. “Mancavano persone e risorse. C’erano problemi di arretrato nei controlli periodici“, ha fatto sapere l’attuale vice-responsabile della sicurezza comunale.
Sulla vicenda ha detto la sua anche l’avvocato Fabrizio Ventimiglia, legale della famiglia di Sofia Donadio, ragazza rimasta ferita nel rogo: “Emerge la conferma di un quadro allarmante di sottovalutazione delle problematiche di prevenzione e sicurezza, non solo a livello politico, ma anche tecnico”.
Sulle affermazioni di Charpiot, l’avvocato ha spiegato: “La programmazione dei controlli era fortemente deficitaria e la preparazione tecnica del personale gravemente insufficiente. Abbiamo assistito, sostanzialmente, a un continuo scaricabarile tra gli indagati, politici e tecnici. Soprattutto, è emersa una radicata carenza della cultura della prevenzione e della sicurezza”.